Avevo un sospetto. Piccolissimo ma ce l'avevo. Mi trovavo a Sanremo a seguire il popolare festival. Nessuna nausea, nessuna stanchezza particolare. C'era però un ritardo nelle mestruazioni. Ma decisi di non dire nulla a mio marito.
Non stavamo cercando un figlio in quel momento. Se ne parlava, è vero. Anche perchè l'orologio biologico è inesorabile. A 36 anni cominci almeno a pensarci. Però preferivo aspettare l'estate, così avrei vissuto la gravidanza in autunno evitando le gambe gonfie e i malesseri nei mesi più caldi. Il destino invece ha voluto diversamente e mi sono ritrovata a marzo a fare il test di gravidanza.
Mi ricordo che mi vergognavo da pazzi a comprare gli stick che ti svelano se sei incinta o no. Sono andata in un supermercato, ne ho preso uno in mezzo a tante altre cose. Non so bene perchè provassi quel senso di disagio. Sta di fatto che non ha funzionato. Non l'ho sicuramente usato bene, chissà che ho combinato, ma non indicava proprio niente alla fine della prova.
Il giorno dopo mi sono fatta coraggio e sono andata in farmacia comprando uno stick più costoso ma sicuramente di migliore qualità.
Difficile descrivere le sensazioni provate quando ho visto la linea che indica una gravidanza. Credo di averla osservata una dozzina di volte.
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venerdì 2 marzo 2012
sabato 8 ottobre 2011
sono una Mamma Prima
Mi chiamo Annarita e sono una Mamma Prima, prima del tempo, prima di ogni pensiero, prima di ogni immaginazione…
“La bambina è molto più piccola del previsto. Deve rimanere qui possibilmente da subito”. Il dottore in divisa verde guardava proprio me. Il suo sguardo era serio. La bambina è molto più piccola del previsto… la frase rimbalzava nella mia mente senza riuscire a trovare un pensiero dove fermarsi. Per un attimo rimasi senza fiato. Stava capitando proprio a me? Strinsi la mano di mio marito perché avevo bisogno di contatto. In un momento, tutto il mio mondo crollava.
Di colpo. Non lentamente, ma all’improvviso. Come se un grosso masso mi fosse caduto in testa mentre camminavo fischiettando allegramente guardando il cielo azzurro. Erano sette mesi che mi preparavo al parto naturale, che facevo la ginnastica delle mamme, che andavo a yoga per essere più consapevole al momento del parto… Insomma, nella mia mente ingenua ero convinta che avrei avuto un parto “normale”, senza troppi interventi medici. Volevo godermi la nascita della nostra prima bimba il più naturalmente possibile.
“La bambina è molto più piccola del previsto. Deve rimanere qui possibilmente da subito”. Il dottore in divisa verde guardava proprio me. Il suo sguardo era serio. La bambina è molto più piccola del previsto… la frase rimbalzava nella mia mente senza riuscire a trovare un pensiero dove fermarsi. Per un attimo rimasi senza fiato. Stava capitando proprio a me? Strinsi la mano di mio marito perché avevo bisogno di contatto. In un momento, tutto il mio mondo crollava.
Di colpo. Non lentamente, ma all’improvviso. Come se un grosso masso mi fosse caduto in testa mentre camminavo fischiettando allegramente guardando il cielo azzurro. Erano sette mesi che mi preparavo al parto naturale, che facevo la ginnastica delle mamme, che andavo a yoga per essere più consapevole al momento del parto… Insomma, nella mia mente ingenua ero convinta che avrei avuto un parto “normale”, senza troppi interventi medici. Volevo godermi la nascita della nostra prima bimba il più naturalmente possibile.
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