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domenica 29 maggio 2016

ho partorito in India

Sono arrivata a Bangalore nell’aprile del 2013 per via del lavoro di mio marito. In precedenza lui aveva lavorato al Cairo, ma io ero rimasta in Italia, dove avevo un lavoro che mi appagava. Essendo però Bangalore molto più distante del Cairo, ho deciso di fare le valigie e installarmi qui con lui. Il primo anno l’ho dedicato a godermi le cose belle che la vita d’expat ci regala: scoprire il posto e la nuova cultura, tessere amicizie, viaggiare. Il secondo anno è stato quello della gravidanza. E il terzo, quello con Eugenio, nato a Bangalore con parto cesareo.
Devo dire che ho avuto modo di apprezzare gli aspetti positivi della sanità privata di Bangalore nell’ultimo periodo della mia gravidanza, quando una placenta bassa mi ha costretto a un paio di settimane in ospedale. Ero già molto contenta del rapporto con la mia dottoressa. Scegliere un medico qui non è difficile. Ce ne sono molti che studiano e cominciano la loro pratica negli Stati Uniti o in Inghilterra, e poi tornano qui e lavorano in cliniche private, assicurandone ottimi standard. Quello che si riceve è dunque una fusione tra la professionalità occidentale, quindi con pratiche mediche moderne e di tutta fiducia (ho anche scoperto che esiste un protocollo internazionale di procedure per le gravidanze e i parti), e la mentalità indiana nella cura del paziente. Fin dall’inizio mi sono sentita presa in carico e seguita con molta attenzione e affetto dalla mia dottoressa, che da subito mi ha fatto capire che quello che le stava a cuore era la mia tranquillità.
Quest’attenzione estrema verso il paziente l’ho sperimentata in ospedale prima del parto. Ero stata ricoverata a causa di alcune perdite e nelle due settimane di permanenza, ero continuamente visitata, incoraggiata, seguita. Ogni dieci minuti qualcuno entrava nella mia stanza per propormi uno snack, il quotidiano, un controllo della pressione o soltanto per vedere se stavo bene o se avevo bisogno di qualcosa… Non è solo il concetto privacy ad essere diverso, è proprio l’approccio al paziente che ha questo ingrediente di calore umano, vicinanza e incoraggiamento. Ad esempio qui ho sempre avuto la sensazione che mi spiegassero per bene tutto quello che dovevo sapere. Mentre magari i medici italiani, forse anche per eccesso di professionalità, a volte parlano un linguaggio “medichese”, che lascia delle zone d’ombra nelle loro spiegazioni, qui si prendono il tempo per spiegare tutto con semplicità e chiarezza , con il risultato che ci si sente rilassate e a proprio agio con il decorso della gravidanza (o della malattia).
Il mio è stato un cesareo programmato, ed è andato tutto bene. Avevo una stanza singola con bagno, e il bebè in camera con me (qui non si usa il nido salvo che per la terapia intensiva e anche il primo bagnetto si fa in camera con la mamma, mentre infermiere e neonatologo spiegano come fare). Anche lì c’era un continuo carosello di infermiere che entravano per vedere se andava tutto bene, ma questa umanità è sicuramente un plus, soprattutto in momenti in cui si è vulnerabili e lontane chilometri e chilometri dalla famiglia, dagli amici, dalla propria rete di supporto. Le infermiere che mi hanno assistita alla nascita mi facevano sentire come se fossi parte della loro famiglia e tutt’ora, ogni volta che vado alla clinica per una visita pediatrica, guai se non salgo al reparto neonatale a far veder loro i progressi nella crescita di Eugenio!
 Mi sono dunque trovata molto bene, sia durante tutta la gravidanza, che al momento del parto e subito dopo (dopo 48 ore si va a casa ma con una terapia del dolore da seguire che non mi ha mai fatto sentire alcun male dovuto al taglio) . Nonostante la tariffa davvero modesta (circa 100 euro al giorno per una stanza singola con bagno, appunto), il servizio e la struttura sono impeccabili.
Certo, ci sono delle differenze con i nostri sistemi, naturalmente. Ad esempio il piano vaccinale indiano è molto più complesso di quello italiano: nei primi sei mesi di vita del bebè, somministra i vaccini che in Italia sono spalmati sui primi due anni.
Stare a contatto con gli indiani dopo il parto permette anche di venire a conoscenza di una serie di usanze culturali che caratterizzano questo momento della vita. Ad esempio, i bebè vengono fasciati, non stretti stretti come poteva accadere quando erano infanti i nostri nonni, ma vengono comunque avvolti con fermezza in un panno di cotone che li tiene raccolti e ricorda loro il grembo materno.
E in effetti, questa pratica che a noi può sembrare antiquata, si è dimostrata ottima per calmare il bambino nei momenti del pianto. Poi ci sono le raccomandazioni popolari delle vicine di casa o della maid, che non ho seguito, ovviamente: non lavarsi i capelli per quaranta giorni dopo il parto (la madre deve stare assolutamente attenta a non compromettere il suo stato di salute, quindi avere i capelli umidi potrebbe esporla a raffreddori) o tenere la bambagia nelle orecchie, in modo da proteggerle da correnti d’aria. Ci sono poi una serie di cibi che vengono preparati e offerti apposta alla puerpera per mantenerla in forze e in salute. Tra questi una ricetta a base di ghee (burro chiarificato), che è una bomba di calorie e che la nostra mentalità occidentale, impegnata da subito dopo il parto a buttar giù chili, rifuggirebbe come la peste. I medici cercano di spiegare l’inutilità o la dannosità di queste pratiche …ma spesso invano!
Altra usanza molto diffusa, anche nei ceti sociali abbienti, è quella di mandare le donne che hanno appena partorito a vivere dai suoceri, che sono una presenza altamente ingombrante nel matrimonio. Mi è stato addirittura raccontato di un caso in cui una poveretta in travaglio ha dovuto aspettare l’autorizzazione dei suoceri per avere l’epidurale!
La clinica dove ho partorito è il Columbia Asia Hospital presente in Malesia, India, Indonesia e Vietnam, e la mia ginecologa chirurgo è la dottoressa Jyothi V. Shenoy, che resterà sempre impressa positivamente nella mia memoria come parte di questa avventura speciale che è stata avere un bimbo MADE IN INDIA.

Silvia
Bangalore, India
Maggio 2016(post originale)

sabato 7 settembre 2013

me l'hanno accostato al viso

Oh ma che fine ha fatto Nina?
Niente, tuttapposto, si è solo trasformata in un distributore automatico di latte.
 Sai com'è quando si segue il regime della Tetta On Demand no? No. O meglio lo immaginavo, per sentito dire, ma passarci è tutta un'altra storia. Io non credevo sarebbero state così dirompenti queste prime 'quasi 3 settimane'.
Ci devi passare per capirlo, davvero. Non c'è più spazio per altro che non sia lui. Non c'è più tempo per me, per noi. Io non esisto più, ora c'è solo lui coi suoi bisogni. Sembra retorica, una bella frase fatta, ma è proprio così. E i primi giorni non sono stati affatto facili, no, per niente.
Ho avuto attimi di vero sconforto, ore di terrore puro, di incapacità di gestire lui e le mie emozioni. Volevo fuggire, mollare tutto. Ma poi restavo sempre perché dentro, in fondo al cuore, so che è così che deve andare, che è tutto normale.
E poi c'era Lui al mio fianco a sostenermi e a smezzare la terribile fatica che un esserino così minuscolo comporta. Chi l'avrebbe mai detto che pochi centimetri di bimbo urlante e fagocitante potessero mettermi così in crisi.
Sono tornata a casa dall'ospedale e in contemporanea mi ha fatto visita una Montata Lattea stratosferica.
Piangevo dal dolore. Simone piangeva per la fame e io dietro a lui perché avevo le tette così gonfie che non riuscivo ad attaccarlo. Volevo morire. Ero sola con la mia incapacità e non sapevo cosa fare. Ero terrorizzata. Da tutto, anche dalle mie reazioni. Questo stato emotivo è durato per diversi giorni.
Di tanto in tanto è venuta l'ostrica a darmi una mano, consigli utili, strategie e modalità per far fronte a tutti i problemi grandi e piccoli, le paure, i dubbi e soprattutto per aiutarmi ad avviare l'allattamento.
Che tu pensi sia una cosa naturale, che viene da sè, invece no, devi lavorarci su: posizione e attacco.
Ricordo il mio senso di inadeguatezza. I voglio la mia mamma. Il sonno, che si accumula notte dopo notte. Lui che non vuole altro che il mio seno, senza soluzione di continuità e io bloccata per ore ed ore, senza poter fare altro, nemmeno pisciare.
E poi le ragadi, i capezzoli che mi fanno urlare dal dolore. Allattare doveva essere un idillio e si trasforma in un incubo. E' tutto così difficile, a tratti impossibile e non era così che lo avevo immaginato. Avevo in mente qualcosa di più naturale e immediato, ma quello, ora lo so, viene dopo.
Prima c'è la conoscenza, lenta, l'adattamento agli enormi sconvolgimenti. Il metterti a disposizione, completa, totale. Annullarti, dimenticare i tuoi bisogni, tutti e imparare a posticiparli. Andare al bagno, mangiare, bere, dormire, tutto secondario. Prima viene lui. Imparare anche a demandare, a chiedere aiuto, ad ammettere che da sola no, non ce la puoi fare. E piangere ancora e ancora e chiederti perché non ti sta scoppiando il cuore dalla gioia come avevi sognato. I sensi di colpa, se piange, se è nervoso, se si agita è colpa mia. Non lo amo abbastanza. Io non sono abbastanza. Ma l'amore assoluto e puro, anche quello viene dopo. Almeno per me è arrivato adesso. Adesso che sto trovando un nuovo equilibrio, fatto di scelte attive e accettazione dei miei limiti. Adesso che mi sento più sicura e il seno non fa più male e riesco a nutrirlo senza soffrire. Adesso che ogni tanto lui dorme di più e riesco a riposare. Adesso che usciamo, passeggiamo. Adesso che lui sembra guardarmi e interagisce e sorride. Adesso che, dopo l'uragano, io comincio a rendermi conto davvero, a realizzare. Adesso che lo guardo e penso che mi sto innamorando di un amore sconosciuto e folle, che sale e cresce piano piano, come la marea.
 E mi inonda il cuore.

 Non ho avuto un parto semplice. Non ho avuto il parto che avevo desiderato. Ma si impara anche questo, guardando il proprio capolavoro: a capire che è secondario, che quel che conta davvero è averlo qui sano e salvo. Lui 4,4oo kg alla nascita, per 53 cm di lunghezza.

domenica 14 luglio 2013

ho partorito in Italia (da expat olandese)

Sono state numerose le persone che durante la mia gravidanza mi hanno chiesto se avrei partorito in Olanda; in effetti sono olandese, ma il mio compagno è italiano, sono quasi 10 anni che sono in Italia e inoltre mi sono sempre trovata benissimo con il servizio sanitario in Italia, e quindi non ho proprio preso in considerazione la possibilità di andare in Olanda per il parto. In effetti mi sono trovata benissimo anche questa volta, sia durante tutta la gravidanza sia durante il parto e subito dopo. Durante la gravidanza i controlli sono stati frequenti, come anche le analisi del sangue e delle urine. Le analisi del sangue e l’esame delle urine venivano fatti mensilmente, mentre le ecografie ed i controlli presso il ginecologo una volta ogni mese e mezzo – due mesi. Alcuni anni fa è stata asportata la mia tiroide, e pertanto durante la gravidanza, ho dovuto fare le analisi mensilmente per controllare i livelli del T3, T4 e TSH; una corretta funzione della tiroide (e dell’Eutirox nel mio caso) è molto importante durante la gravidanza; infatti è stato necessario adattare il dosaggio dell’Eutirox durante i nove mesi della gravidanza. Io ho preferito scegliere una ginecologa privatamente anche se sono sicura che i servizi offerti dall’Asl/ospedale sarebbero stati altrettanto buoni. La gravidanza è un periodo di tante incertezze e paure, soprattutto quando si tratta della prima, come la mia, e quindi il fatto che le analisi e i controlli sono frequenti per me è stato molto rassicurante: se ci fosse stato qualche problema almeno si sarebbe potuto intervenire subito oppure in alcuni casi addirittura prevenire il problema.

sabato 8 giugno 2013

tramutare un sentimento di delusione e disattesa in un'emozione bellissima

Ciao sono Susanna e abito a Montemurlo in provincia di Prato, la mia bimba Aurora ha 7 mesi ed è nata con taglio cesareo. A fine gravidanza ginecologi (privato e no) e ostetrica che mi hanno visitata mi dicevano che era messa bene e che l'avrei fatta senza dubbi in due ore (addirittura c'era il problema se ce la facevo si o no ad arrivare all'ospedale dato che ho scelto di partorire in un ospedale lontano da casa mia). Quindi mai avrei pensato di subire un taglio, proprio non mi passava neanche dalla testa! Poi invece sono stata ricoverata a 40+3 gg per pressione alta,

venerdì 2 marzo 2012

so che starai meglio fuori che dentro

Avevo un sospetto. Piccolissimo ma ce l'avevo. Mi trovavo a Sanremo a seguire il popolare festival. Nessuna nausea, nessuna stanchezza particolare. C'era però un ritardo nelle mestruazioni. Ma decisi di non dire nulla a mio marito.
Non stavamo cercando un figlio in quel momento. Se ne parlava, è vero. Anche perchè l'orologio biologico è inesorabile. A 36 anni cominci almeno a pensarci. Però preferivo aspettare l'estate, così avrei vissuto la gravidanza in autunno evitando le gambe gonfie e i malesseri nei mesi più caldi. Il destino invece ha voluto diversamente e mi sono ritrovata a marzo a fare il test di gravidanza.

Mi ricordo che mi vergognavo da pazzi a comprare gli stick che ti svelano se sei incinta o no. Sono andata in un supermercato, ne ho preso uno in mezzo a tante altre cose. Non so bene perchè provassi quel senso di disagio. Sta di fatto che non ha funzionato. Non l'ho sicuramente usato bene, chissà che ho combinato, ma non indicava proprio niente alla fine della prova.
Il giorno dopo mi sono fatta coraggio e sono andata in farmacia comprando uno stick più costoso ma sicuramente di migliore qualità.
Difficile descrivere le sensazioni provate quando ho visto la linea che indica una gravidanza. Credo di averla osservata una dozzina di volte.

venerdì 3 febbraio 2012

direi che non è stata una cosa così tremenda

ciao. io ho avuto un parto cesareo... sono stata ricoverata il pomeriggio del giorno prima così abbiamo sbrigato tutte le procedure di ricovero, elettrocardiogramma ecc. ovviamente digiuno. il giorno seguente alle 12 circa sono venute in camera le ostetriche per prepararmi: mi hanno dato camice, cuffia, messo il catetere, poi mi hanno portata in sala operatoria e mi hanno fatta sedere sul tavolo operatorio, quando è arrivato l'anestesista mi ha fatto l'anestesia: in qualche secondo la parte inferiore del mio corpo era addormentata.

venerdì 21 ottobre 2011

ho partorito due volte

Ho avuto la-gravidanza-perfetta.

Non una nausea, non un problema, ecografie ed esami da manuale. Ho viaggiato, ho lavorato fino all’ultimo: la cosa più grave che ho patito sono stati i pianti scatenati dagli ormoni guardando Ugly Betty. Ho seguito coscienziosamente il corso preparto, fatto gli esercizi con scrupolo, immaginando di contrarre un acino d’uva tra le pareti vaginali – e questo è il motivo per cui in casa mia non si compra più uva, ma è un’altra storia –, immaginando le contrazioni di dolore buono, d’aiuto per la mia bimba. Ho preparato la valigia con l’occorrente per allattare un asilo nido. Insomma, ero serena e felice, sicura che sarebbe stato tutto facile come la mia meravigliosa gravidanza.

Quindi, quando il giorno del mio compleanno comincio ad avere le doglie, sono sempre contenta, anche quando i il dolore aumenta. Alle 8 di sera vado in ospedale e scopro che dopo cinque ore di contrazioni ogni 4 minuti ho una dilatazione di 2cm.

venerdì 14 ottobre 2011

ho partorito in Messico

Rimasi incinta nel 1994.

I problemi cominciarono quando andai in un ospedale pubblico per un check-up e si verificò un errore nella tipizzazione del mio sangue. Il mio gruppo è Rh negativo, ma dal test dell’ospedale risultò Rh positivo. Io feci presente che ci doveva essere un errore ma loro mi ignorarono.

Nello stesso periodo ero in cura presso la clinica universitaria dove avevo studiato. La mia ginecologa confermò che il mio gruppo era Rh negativo e poiché soffrivo di ipertensione arteriosa la mia gravidanza era ad alto rischio. Lei mi consegnò una relazione dettagliata contenente le informazioni che avrebbero dovuto indurre il medico dell’ospedale pubblico a fornirmi le cure di secondo livello, assegnate alle gravidanze a rischio. Ma lui archiviò il documento e continuò a trattarmi come se io avessi una gravidanza normale, a basso rischio, e malgrado ci provai, non fui capace di fargli cambiare idea.

sabato 8 ottobre 2011

sono una Mamma Prima

Mi chiamo Annarita e sono una Mamma Prima, prima del tempo, prima di ogni pensiero, prima di ogni immaginazione…

“La bambina è molto più piccola del previsto. Deve rimanere qui possibilmente da subito”. Il dottore in divisa verde guardava proprio me. Il suo sguardo era serio. La bambina è molto più piccola del previsto… la frase rimbalzava nella mia mente senza riuscire a trovare un pensiero dove fermarsi. Per un attimo rimasi senza fiato. Stava capitando proprio a me? Strinsi la mano di mio marito perché avevo bisogno di contatto. In un momento, tutto il mio mondo crollava.

Di colpo. Non lentamente, ma all’improvviso. Come se un grosso masso mi fosse caduto in testa mentre camminavo fischiettando allegramente guardando il cielo azzurro. Erano sette mesi che mi preparavo al parto naturale, che facevo la ginnastica delle mamme, che andavo a yoga per essere più consapevole al momento del parto… Insomma, nella mia mente ingenua ero convinta che avrei avuto un parto “normale”, senza troppi interventi medici. Volevo godermi la nascita della nostra prima bimba il più naturalmente possibile.

venerdì 16 settembre 2011

la tua mamma adesso è qui con te

E' arrivato il momento di scrivere del mio parto.
E' arrivato il momento perchè mi sento pronta a ri-affrontare quelle emozioni così forti.

Perché sento la necessità di mettere, nero su bianco, il ricordo di quello che, per molte, è gioia e felicità e per me è stato un trauma. Perchè penso che la scrittura sia catartica, aiuti a lasciar uscire le emozioni più dolorose, permetta di sentirmi più leggera e di osservare, dall'esterno quello che mi è successo con una consapevolezza nuova, meno coinvolta. Perché, dopo innumerevoli bozze cancellate, è giusto lasciare un ricordo prima che le sfumature diventino meno chiare e confuse. Perché voglio ricordare bene cosa non voglio mai più subire nella mia vita.

Perchè da allora tutto è cambiato, e non solo "in bene".

Voglio fare una premessa che per me è importante. Ho frequentato, ligia al dovere, il corso preparto, ho letto innumerevoli libri sul parto naturale, sull'allattamento, mi sono iscritta alla leche League, ho letto il meraviglioso libro di Verena Schmid "Venire al mondo, dare alla luce".

mercoledì 17 agosto 2011

è la prima volta che lo racconto

...succede a volte che tornano fuori potenti e non si può fare nient'altro che stare lì a subire. Mi han fatto ripensare al mio parto. A quanto lo abbia subito, anziché esserne parte attiva.

A quanto ero sicura sarebbe andato diversamente, a quanto invece abbia preso una piega inaspettata.

Che non ho potuto controllare.

Ne sono uscita sconfitta, con la netta sensazione che l'avrei potuto evitare se solo fossi stata più forte.

Mi ero documentata, sul parto naturale. Ero talmente convinta che non ho voluto neanche tentare di accaparrarmi l'epidurale gratuita. Non che non avessi una fifa blu. Ma le scelte sono scelte. Volevo un parto il meno medicalizzato possibile.

sabato 11 giugno 2011

mi guarda impaurito e stanchissimo

Cerco di essere breve per non tediarvi troppo...

Il 29 ottobre alla 41+3 vengo ricorverata in ospedale per l'induzione del parto (Daniele non ne voleva sapere proprio di uscire...). Mi mettono una fettuccia all'interno della cervice e per 8 ore non accade nulla, poi si rompono le acque e iniziano contrazioni regolari circa ogni 5 minuti. Le ostetriche mi spiegano che la rottura delle acque ha causato una regolarizzazione immediata delle contrazioni, ho saltato quindi la fase delle contrazioni irregolari.

Inizialmente il dolore è sopportabile, mi alzo, cammino, respiro. Dopo circa 6 ore la dilatazione è di 5 cm e chiamo mio marito che corre in ospedale per andare in sala travaglio insieme. Sono le 5 del mattino.

venerdì 20 maggio 2011

devono trasferirlo in un altro ospedale in TIN

Eccomi ragazze...per chi ha voglia di leggere, racconto la mia avventura...domenica 6/2 vado a fare il terzo tracciato a 40 settimane tonde...calma piatta..il dottore mi dice che se non si muove nulla per il 16 proveremo l'induzione..grazie alla bella giornata calda vado a fare una lunghissima passeggiata....e nel pomeriggio trovo una piccola perdita mucosa rosa ... e mi chiedo "tappo o effetto della visita?" Comunque sto bene, solo un po' stanca. Il lunedì le perdite mucose si fanno marroncine, ed inizio a sentire come dei crampi alla pancia che si irradiano alla schiena, ma sono sopportabili... Chiamo il gine e mi dice che mi sto preparando, ma di stare a casa tranquilla e se aumentano i dolori di andare in PS... La sera aumentano i dolori, contrazioni ogni 5 minuti... Vado in PS e mi faccio fare un tracciato... Il travaglio è iniziato ma il dottore di turno mi dice che ci vorranno almeno 4 5 ore (erano le 23)... allora decido di tornare a casa perche' il mio gine montava alle 8 e non mi andava di ricoverarmi.

sabato 7 maggio 2011

dobbiamo fare subito un cesareo

Il 29 ottobre alla 41+3 vengo ricorverata in ospedale per l'induzione del parto (Daniele non ne voleva sapere proprio di uscire...).
Mi mettono una fettuccia all'interno della cervice e per 8 ore non accade nulla, poi si rompono le acque e iniziano contrazioni regolari circa ogni 5 minuti.
Le ostetriche mi spiegano che la rottura delle acque ha causato una regolarizzazione immediata delle contrazioni, ho saltato quindi la fase delle contrazioni irregolari.
Inizialmente il dolore è sopportabile, mi alzo, cammino, respiro. Dopo circa 6 ore la dilatazione è di 5 cm e chiamo mio marito che corre in ospedale per andare in sala travaglio insieme.
Sono le 5 del mattino.

venerdì 15 aprile 2011

fantastica esperienza

Finalmente vi racconto il mio parto! (travaglio + cesareo d'urgenza)

Finalmente mi sento pronta per rivivere con voi la mia fantastica esperienza. Anche se ho avuto un cesareo d'urgenza la reputo molto positiva (leggete voi che avete paura del parto!).
Io sono sempre stata molto fifona e ho una soglia del dolore bassissima per cui se ce l'ho fatta io e ho un bel ricordo tutte potete farcela! Già sabato 12 ho iniziato ad avere il sentore che qualcosa nel mio corpo stava cambiando per non gli ho dato molto peso. Ormai pensavo che Andrea sarebbe nato dopo l'induzione. Domenica 13 mi sveglio tranquilla, vado in bagno e..... sorpresa!!!! Mi accorgo che inizio a perdere il tappo mucoso! Ero felicissima! Sentivo che di lì a pochi giorni avrei stretto tra le mie braccia il mio piccolino ma soprattutto che non avrei dovuto aspettare il 18 per essere ricoverata. Sapevo che nel giro di 24 - 48 ore il travaglio sarebbe iniziato (ormai ero a 41 settimane tonde!).
Sentivo che il mio corpo si stava modificando.

mercoledì 6 aprile 2011

è finito tutto bene

Il mio parto? Gravidanza meravigliosa, non una nausea, non un disturbo. Una minaccia d’aborto al classico passaggio dal secondo al terzo mese, ovviamente in concomitanza con un concorso, risolta con tre settimane a casa. Da lì passeggiate nei boschi col cane di due ore e mezza ogni giorno, forma smagliante (che per me che soffro di problemi metabolici è stata davvero una cosa indescrivibile), preso in tutto 7kg (e dopo il parto stavo sotto di 11!!). Bimba con crescita perfetta, eccetera. 40 settimane, niente. 41 settimane, niente. Ma niente di niente, eh. Durante i monitoraggi mi emozionavo per le contrazioni delle altre….
A 41+2 il ginecologo mi dice che il giorno dopo mi ricoveravano d’ufficio, prassi dell’ospedale, la placenta è “matura” (cioè non invecchiata ma ci manca poco). Il giorno dopo, 41+3, prima delle 8 di mattina, vado in ospedale per fare l’induzione. Ospedale strapieno, aspettiamo qualche dimissione per darti un letto. Alle 10 mi mettono su una barella fuori da una stanza, mi raccomandano di non scendere dalla barella che al pronto soccorso c’è la fila… Alle 11.30 mi danno il letto, ma è troppo tardi per fare l’induzione, ti teniamo in osservazione e casomai domattina induciamo (ma come, non c’era la fila?).

domenica 6 marzo 2011

no di notte non si fa

domenica mattina alle 4 mi sveglio perchè sento un rumorino interno come la rottura di un piccolo palloncino ed ho avuto una piccola perditina... aspetto ma non perdo più torno a nanna....
la mattina mi sveglio con la sensazione di bagnato, vado in bagno e trovo il tappo sullo slip....
mi sembrava anche un po' acquoso il dubbio c'è ma controllo con il fazzoletto bianco.....sono certa acque rotte......
aspetto che l'asciugatrice abbia finito x i jeans di mio marito quel pirla non me li ha messi da lavare in tempo...storia lunga lui fa il cumulo poi me li mette in lavanderia tutti insieme
alle 17 arrivo in sala parto, certezza acque rotte!!!
la gine mi dice ma sei matta ad aver aspettato cosi tanto!!!!
ho qualche contrazione ... il collo si sta appianando e pervio al dito
da gia' cesareizzata decido x il travaglio di prova (maledetto il momento in cui ho deciso)
controllo alle 22 situazione invariata
a mezzanotte cominciano le contrazioni toste e alle 3 mi faccio visitare : neanche 2 cm
il monitoraggio non rileva contrazioni allora che dolori ho!!!

mercoledì 2 marzo 2011

ci siamo "annusate" e riconosciute in silenzio

eccomiii!!!
con 25 gg di ritardo forse riesco a raccontarvelo...ci avevo provato un'altra volta, ma a metà post mi si era cancellato tutto!
trattandosi di un tc programmato manca del pathos del parto naturale, ma ci tengo cmq a raccontarlo per sfatare un po' del terrorismo psicologica che si fa sul tc!
dunque, il 24 nov c'erano 3 tc programmati e fortunatamente io ero la prima: nn volevo vedere nè sentire altre testimonianze, qualunque cosa avrebbe aumentato l'ansia!
sveglia h. 5.30 con simpatico clisterino, poi massacro delle vene dalle h. 6 per inserimento ago-cannula, ma senza risultato...fortunatamente al terzo tentativo c'è riuscita la caposala, già temevo di perdere il turno in sala operatoria!
mi portano in sala operatoria verso le 8.45, credo che il momento più brutto sia quando percorri la strada in barella...fifa blu e pensiero consolatorio del tipo "conosco tante deficienti che l'hanno fatto, devo farcela anch'io..."
iniziano a prepararmi e io non riesco a tenere la posizione richiesta dall'anestesista per l'epidurale, un po' per l'ingombro della pancia, un po' per la tensione: lui scherza un po' per farmi rilassare, io mi concentro e alla fine ce la facciamo!

sabato 11 dicembre 2010

penso che mai nessuna si sia comportata come me

Ciao a tutte! Sono nuova del forum e ho tanto bisogno di sfogarmi un po'...
Dunque, il 16 novembre scorso è nata la mia bimba, tanto desiderata e tanto bella. Mi sarei immaginata di essere al settimo cielo e invece mi sento uno schifo.
La ragione è che, dopo 10 ore di travaglio, metà del quale affrontato a casa e l'altra metà in clinica, a detta delle ostetriche in modo ammirevole, senza dire nemmeno "a", alle 10 del mattino sono andata in sala parto.
Sarà che le contrazioni erano diventate atroci, sarà che non provavo sollievo nello spingere, anzi, non avevo per niente l'istinto di spingere, fatto sta che dopo un'ora ho iniziato a dare di matto.

martedì 30 novembre 2010

l'odore di mio figlio

Oggi Carlo compie sei mesi ... e' gia' passato mezzo anno eppure rivivo molto spesso le emozioni di quel giorno. " Ieri, rovente domenica d'agosto in netto anticipo e' arrivato Carletto, il ragnetto piu' bello del mondo !!! " ...questo e' l'sms che ho inviato il giorno dopo a coloro che ancora non lo sapevano.

E gia'...era proprio una rovente domenica d'agosto , e noi, dopo una serata passata fino alle 3 di notte a casa di amici , ci siamo alzati con l'idea di trascorrere tutta la giornata al mare. Dovevamo però, prima passare in ospedale per controllare con la mia ginecologa il liquido amniotico. Piccola premessa ... agli inizi di luglio mi sono fatto una settimana in ospedale per un inizio di contrazioni e pressione alta ( ma io sono ipertesa per eredita' paterna ) tanto che il primario voleva farmi il cesareo in quei giorni ... ma io ero solo alla fine della 33esima settimana e siccome il bambino stava bene e cresceva ho pregato la mia gine di rimandare almeno di qualche settimana !!! Avevemo concordato quindi la data del cesareo per il 10 agosto ...fine della 38esima settimana ..... Ma torniamo a domenica 3 agosto ... io e il Papi in versione "spiaggia " ci presentiamo in ospedale alle 13,00 , la dottoressa mi fa l'ecografia ...tutto bene tutto perfetto !!!

Silvia : " Dottoressa se tutto e' ok potremmo rimandare di qualche giorno il parto ? "