Questo sara’ un lunghissimo racconto della nostra avventura di genitori adottivi, in cerca della bambina desiderata da sempre.
La nostra avventura e’ iniziata nel lontano 2000, quando dopo inutili tentativi di fecondazione, preghiere e ricorsi a tutto il possibile, per non parlare dei soldi e dello stress, abbiamo dovuto arrenderci alla realta’ di un figlio naturale impossibile.
L’idea dell’adozione mi aveva sempre attirato, quindi dopo una discussione e valutazione dei pro e contro abbiamo deciso di iniziare la lunga trafila dei documenti, colloqui con il Giudice del tribunale Minori, psicologa e assistente sociale finche’ dopo un anno abbiamo finalmente ricevuto l’idoneita’ all’adozione. Dopo aver verificato la carenza di bambini adottabili in Italia e vista l’esperienza positiva (piu’ o meno) di una coppia di amici che hanno adottato un bimbo ucraino abbiamo dato il mandato a una Associazione che si occupa di adozioni con l’Ucraina.
Abbiamo avuto cosi tanti problemi e incidenti di percorso che non voglio raccontare o ricordare ma…finalmente e’ arrivato il momento di partire: 2 luglio 2004.
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lunedì 1 dicembre 2014
venerdì 10 febbraio 2012
lui dalla pancia e tu dal cuore
Un giorno uno dei nostri figli naturali, che aveva quattro anni, disse a Patrizia, una delle figlie adottive, che non era venuta dalla pancia della mamma. Preoccupata Patrizia mi chiese: "E’ vero che anch’io sono nata dalla tua pancia?" Mi venne spontaneo rispondere: "Tutti e due siete nati da me: lui dalla pancia e tu dal cuore".
Questa risposta fu una bella ispirazione, perché mi permetteva di dire la verità dell’anima senza tradire la verità biologica. Davvero i figli accolti sono per noi alla pari con i figli generati. Dirò anzi che le quattro maternità adottive sono state per me più forti e più alte di quelle biologiche.
Questa risposta fu una bella ispirazione, perché mi permetteva di dire la verità dell’anima senza tradire la verità biologica. Davvero i figli accolti sono per noi alla pari con i figli generati. Dirò anzi che le quattro maternità adottive sono state per me più forti e più alte di quelle biologiche.
venerdì 9 dicembre 2011
li vedevo in una piccola foto
Esattamente sette anni fa vedevo per la prima volta il viso dei miei figli.
Lo vedevo in una piccola foto, nemmeno tanto nitida, loro tre seduti su un divano belli sorridenti….
Che emozioni! Che ricordi!
Ricordo che quella mattina era la prima mattina d’autunno con un freddo pungente… finchè siamo entrati negli uffici dell’ente. Poi, all’improvviso, il cuore si scaldò…
La prima reazione fu un pianto, un pianto di gioia. Seguito da una fase di ebetismo assoluto… l’addetta dell’ente parlava, spiegava, leggeva, ma noi non capivamo niente, con gli occhi fissi sulla foto!
Lo vedevo in una piccola foto, nemmeno tanto nitida, loro tre seduti su un divano belli sorridenti….
Che emozioni! Che ricordi!
Ricordo che quella mattina era la prima mattina d’autunno con un freddo pungente… finchè siamo entrati negli uffici dell’ente. Poi, all’improvviso, il cuore si scaldò…
La prima reazione fu un pianto, un pianto di gioia. Seguito da una fase di ebetismo assoluto… l’addetta dell’ente parlava, spiegava, leggeva, ma noi non capivamo niente, con gli occhi fissi sulla foto!
sabato 14 maggio 2011
tu allungasti subito le tue braccia sorridendo
Mi si stringe un groppo alla gola ancora adesso mentre scrivo, ricordando il giorno in cui ti ho incontrata. Ho solo una serie di immagini che mi scorrono davanti agli occhi del tragitto tra l'albergo e l'istituto, ... come dei fotogrammi di un film di cui non facevo parte in quel momento. Riconobbi l'ingresso dello stabile perchè appena pochi mesi prima la mia amica Roberta era venuta nello stesso posto a prendere suo figlio Simone: una facciata grigia con un grande cancello, al di la del quale si ergeva una statua che ritraeva stilizzata una donna con in braccio un bimbo. "Istituto madre e figlio", che strano nome, pensai in un frammento di lucidità, per un posto dove le mamme dovevano arrivare da lontano come me. In quel momento poi ... ti vidi, eri in braccio alla "signora direttrice" che faceva capolino sulla porta d'ingresso.
lunedì 31 gennaio 2011
ti ho accolta in un abbraccio lieve
Eri uno scricciolo.
La foto dell'abbinamento non ci aveva preparati. Da quel pezzetto di carta lucida ti mostravi a 10 mesi, salda sulle tue gambine cicciotte in quel lettino arrugginito condiviso con altri bimbi. Lo sguardo impenetrabile che non concedeva fantasie di sorrisi. Sembravi sapere cosa volevi.
Ti abbiamo amato poco alla volta, facendo amicizia con ogni piegolina del tuo corpo, con ogni capello arruffato, con quei piedini pagnottina che ti hanno contraddistinta ancora per qualche anno.
L'incontro con te ha rivelato fragilità che avevi ben celato. Eri piccola piccola, con un vestitino da primi mesi, nonostante ci si sia incontrati quando avevi già compiuto un anno.
La foto dell'abbinamento non ci aveva preparati. Da quel pezzetto di carta lucida ti mostravi a 10 mesi, salda sulle tue gambine cicciotte in quel lettino arrugginito condiviso con altri bimbi. Lo sguardo impenetrabile che non concedeva fantasie di sorrisi. Sembravi sapere cosa volevi.
Ti abbiamo amato poco alla volta, facendo amicizia con ogni piegolina del tuo corpo, con ogni capello arruffato, con quei piedini pagnottina che ti hanno contraddistinta ancora per qualche anno.
L'incontro con te ha rivelato fragilità che avevi ben celato. Eri piccola piccola, con un vestitino da primi mesi, nonostante ci si sia incontrati quando avevi già compiuto un anno.
giovedì 28 ottobre 2010
l'angelo pasticcione
Questa è una storia che la mamme e le nonne possono leggere ai bambini alla sera quando vanno a dormire e racconta quello che è capitato a un bambino appena nato a causa di un errore.
Quando deve nascere un bambino o una bambina viene dato l'incarico a un angelo di portarli sulla terra e consegnarli ai propri genitori.
L'angelo, dopo avere eseguita la sua missione, rimane sempre vicino al nuovo nato per assisterlo, proteggerlo e custodirlo per tutta la sua vita.
Per questo l'angelo viene chiamato L'ANGELO CUSTODE.
Una decina di anni fa venne dato incarico a un angelo molto giovane di portare sulla terra un bambino che doveva nascere.
Quando deve nascere un bambino o una bambina viene dato l'incarico a un angelo di portarli sulla terra e consegnarli ai propri genitori.
L'angelo, dopo avere eseguita la sua missione, rimane sempre vicino al nuovo nato per assisterlo, proteggerlo e custodirlo per tutta la sua vita.
Per questo l'angelo viene chiamato L'ANGELO CUSTODE.
Una decina di anni fa venne dato incarico a un angelo molto giovane di portare sulla terra un bambino che doveva nascere.
lunedì 2 agosto 2010
non mi sono fatta mancare nulla
365 giorni mamma. Volato come il vento. Un anno unico, intenso, pazzesco, devastante e meraviglioso, prosciugante e stimolante. Un anno che non tornerà. In questo anno di mammismo posso dire con certezza che non mi sono fatta mancare proprio nulla. Ho avuto il mio pancione (con dentro la pesante attesa della partenza), le mie doglie (dolorose, seduta su quel divanetto davanti alle schede dei bambini), il mio parto (l'incontro più emozionante della mia vita). E poi tutto il resto: le ansie post partum, la depressione post partum, il "cosa faccio adesso" post partum.
Quindi, a distanza di un anno mi sento di dire a tutte le adomamme in attesa che non devono sentirsi private di nulla. Anzi, credo davvero che la nostra esperienza dia qualcosa in più al "mammismo", difficile da spiegare. E per quanto mi senta ancora, come il primo giorno, altamente imperfetta, sono davvero orgogliosa di essere una adomamma. E la lavagna in cucina dice: "tu sei mama più bela di mondo".
Nikita (post originale)
Quindi, a distanza di un anno mi sento di dire a tutte le adomamme in attesa che non devono sentirsi private di nulla. Anzi, credo davvero che la nostra esperienza dia qualcosa in più al "mammismo", difficile da spiegare. E per quanto mi senta ancora, come il primo giorno, altamente imperfetta, sono davvero orgogliosa di essere una adomamma. E la lavagna in cucina dice: "tu sei mama più bela di mondo".
Nikita (post originale)
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