La data prevista per la nascita di Claudia era il 3 ottobre, ma i primi sintomi del parto imminente mi sono comparsi già nel pomeriggio del 30 settembre. Verso le 18 ero a casa con il mio ragazzo Alessandro ed ho iniziato a sentire le prime doglie, dolori lievi se paragonati a quelli che verranno poi, così ho telefonato a mia sorella Lucia per avvisarla, lei avrebbe dovuto poi avvertire mia madre.
Io e il mio ragazzo abbiamo atteso che i dolori diventassero più intensi e ravvicinati e attorno alle 22 chi siamo recati all’ospedale con tutto il necessario per il ricovero.
Arrivati in reparto mi fanno subito una visita ginecologica, ma essendo questo il mio primo parto la dilatazione procede lentamente. Le doglie diventano sempre più forti, più ravvicinate, il dolore è molto intenso, forse il più forte che mi sia mai capitato di provare, ma mi trattengo, non voglio urlare, né emettere suoni strani, tento in ogni modo di resistere è una cosa che mi sono promessa di fare (sono piuttosto timida, e mi imbarazza urlare dal dolore o fare smorfie e suoni per lo sforzo davanti a estranei, ai medici e all’ostetrica).
venerdì 25 novembre 2011
venerdì 18 novembre 2011
mille nuove molecole umane
La gravidanza era tranquillamente a termine.
Dico “tranquillamente” perchè tra la 34esima e la 40esima settimana sappiamo che il feto è comunque “giusto”, senza problemi di immaturità né di vecchiezza, né di eccesso di peso. E io transitavo proprio al centro di queste 6 settimane di discrezionalità.
Quella mattina, molto presto, salutai il marito che mi teneva d'occhio, per quanto poteva, ma intanto seguiva i suoi impegni altrove, molto altrove: in Inghilterra in Turchia e altri posti ancora, ma mai a casa o vicino dietro l'angolo.
Non ci contavo, peraltro... Sarà perchè ho dei cromosomi antiquati o perchè ho una sorella ostetrica, ma la gravidanza e il parto per me sono cose di donne.
Dico “tranquillamente” perchè tra la 34esima e la 40esima settimana sappiamo che il feto è comunque “giusto”, senza problemi di immaturità né di vecchiezza, né di eccesso di peso. E io transitavo proprio al centro di queste 6 settimane di discrezionalità.
Quella mattina, molto presto, salutai il marito che mi teneva d'occhio, per quanto poteva, ma intanto seguiva i suoi impegni altrove, molto altrove: in Inghilterra in Turchia e altri posti ancora, ma mai a casa o vicino dietro l'angolo.
Non ci contavo, peraltro... Sarà perchè ho dei cromosomi antiquati o perchè ho una sorella ostetrica, ma la gravidanza e il parto per me sono cose di donne.
venerdì 11 novembre 2011
la mia stanchezza ora è carica di gioia
La giornata trascorre come molte altre a casa. Io cerco di sfruttare questi ultimi giorni, forse ore per qualche lavoretto o regalo per i miei piccoli. Con il trapano buco dei cubetti di legno per il piccolo Ale da infilare con una stringa e li dipingo. Cucio una mini fascia in lino cosicchè Ale possa portare la sua bambola “Maschio” come io e il suo papone porteremo Federico.
Dopo cena guardiamo tutti insieme una puntata dei Simpson al computer e poi mettiamo a letto Ale. Noi invece decidiamo di finire di leggere le ultime pagine del libro “Parto di testa” che avevamo iniziato e mai finito quando ero in attesa di Ale e alle 23.45 andiamo a letto.
Io, al contrario di Davide, non riesco a prendere subito sonno e dopo neanche mezz’ora si rompono le acque!
Dopo cena guardiamo tutti insieme una puntata dei Simpson al computer e poi mettiamo a letto Ale. Noi invece decidiamo di finire di leggere le ultime pagine del libro “Parto di testa” che avevamo iniziato e mai finito quando ero in attesa di Ale e alle 23.45 andiamo a letto.
Io, al contrario di Davide, non riesco a prendere subito sonno e dopo neanche mezz’ora si rompono le acque!
venerdì 4 novembre 2011
ho partorito in Spagna
Avevo pianificato il parto in casa nei minimi dettagli, frequentando un corso pre-parto privato con il mio compagno che ci avrebbe preparato a partorire anche sotto un bombardamento. La valigetta delle medicazioni era pronta da un mese (Cebenine, disinfettanti, garze...). Avevo chiaramente in testa gli stadi di progressione del parto: prodromi, contrazioni ogni 5 e 2 minuti, fase espulsiva. Avevamo provato posizioni e respiri, avevo deciso di non volere partorire in acqua ma sul letto. ospedale a 10 minuti.
Allo scoccare della settimana 40 ancora niente, anche se avevo avuto contrazioni sparse per tutto il mese di agosto ed ero arrivata oramai ad avere difficoltà a stare seduta bene su una sedia, dovevo stare semisdraiata, uff, e ancora nessun segno da parte di Marc di voler nascere.
A 40+4, alle 22.12 del 28 agosto sento le contrazioni ma sono diverse, sono REGOLARI! Ogni 10 minuti, non 9 e non 11, ma veramente ogni 10 zac, una contrazione di un minuto mi lascia piacevolmente sorpresa. All'inizio.
Allo scoccare della settimana 40 ancora niente, anche se avevo avuto contrazioni sparse per tutto il mese di agosto ed ero arrivata oramai ad avere difficoltà a stare seduta bene su una sedia, dovevo stare semisdraiata, uff, e ancora nessun segno da parte di Marc di voler nascere.
A 40+4, alle 22.12 del 28 agosto sento le contrazioni ma sono diverse, sono REGOLARI! Ogni 10 minuti, non 9 e non 11, ma veramente ogni 10 zac, una contrazione di un minuto mi lascia piacevolmente sorpresa. All'inizio.
venerdì 28 ottobre 2011
ho avuto il parto che sognavo... e ci sono ancora per raccontarlo
Premetto che, secondo me, quando si è in attesa o si programma una gravidanza non bisognerebbe mai leggere nè i racconti del parto, nè guardare i video del parto su Youtube (io l'ho fatto e sono svenuta), nè parlare con persone che hanno avuto particolari sfighe durante il parto. Io sono tra queste ultime.
Trascrivo il racconto del parto che avevo postato su Alf pochi giorni dopo che la Purulla era nata, quando ero ancora "fresca" di ricordi.
Domenica dopo aver fatto un bel bagno caldo alle 14:50 circa inizio ad avere qualche doloretto. Mi preparo e vado con mio marito a trovare miei suoceri... e mentre beviamo il the i doloretti diventano più intensi e ravvicinati. Guardo l'ora, sono ogni 5 minuti circa, non mi piego in due dal male ma dico che è il caso di avviarci in ospedale...
Trascrivo il racconto del parto che avevo postato su Alf pochi giorni dopo che la Purulla era nata, quando ero ancora "fresca" di ricordi.
Domenica dopo aver fatto un bel bagno caldo alle 14:50 circa inizio ad avere qualche doloretto. Mi preparo e vado con mio marito a trovare miei suoceri... e mentre beviamo il the i doloretti diventano più intensi e ravvicinati. Guardo l'ora, sono ogni 5 minuti circa, non mi piego in due dal male ma dico che è il caso di avviarci in ospedale...
venerdì 21 ottobre 2011
ho partorito due volte
Ho avuto la-gravidanza-perfetta.
Non una nausea, non un problema, ecografie ed esami da manuale. Ho viaggiato, ho lavorato fino all’ultimo: la cosa più grave che ho patito sono stati i pianti scatenati dagli ormoni guardando Ugly Betty. Ho seguito coscienziosamente il corso preparto, fatto gli esercizi con scrupolo, immaginando di contrarre un acino d’uva tra le pareti vaginali – e questo è il motivo per cui in casa mia non si compra più uva, ma è un’altra storia –, immaginando le contrazioni di dolore buono, d’aiuto per la mia bimba. Ho preparato la valigia con l’occorrente per allattare un asilo nido. Insomma, ero serena e felice, sicura che sarebbe stato tutto facile come la mia meravigliosa gravidanza.
Quindi, quando il giorno del mio compleanno comincio ad avere le doglie, sono sempre contenta, anche quando i il dolore aumenta. Alle 8 di sera vado in ospedale e scopro che dopo cinque ore di contrazioni ogni 4 minuti ho una dilatazione di 2cm.
Non una nausea, non un problema, ecografie ed esami da manuale. Ho viaggiato, ho lavorato fino all’ultimo: la cosa più grave che ho patito sono stati i pianti scatenati dagli ormoni guardando Ugly Betty. Ho seguito coscienziosamente il corso preparto, fatto gli esercizi con scrupolo, immaginando di contrarre un acino d’uva tra le pareti vaginali – e questo è il motivo per cui in casa mia non si compra più uva, ma è un’altra storia –, immaginando le contrazioni di dolore buono, d’aiuto per la mia bimba. Ho preparato la valigia con l’occorrente per allattare un asilo nido. Insomma, ero serena e felice, sicura che sarebbe stato tutto facile come la mia meravigliosa gravidanza.
Quindi, quando il giorno del mio compleanno comincio ad avere le doglie, sono sempre contenta, anche quando i il dolore aumenta. Alle 8 di sera vado in ospedale e scopro che dopo cinque ore di contrazioni ogni 4 minuti ho una dilatazione di 2cm.
venerdì 14 ottobre 2011
ho partorito in Messico
Rimasi incinta nel 1994.
I problemi cominciarono quando andai in un ospedale pubblico per un check-up e si verificò un errore nella tipizzazione del mio sangue. Il mio gruppo è Rh negativo, ma dal test dell’ospedale risultò Rh positivo. Io feci presente che ci doveva essere un errore ma loro mi ignorarono.
Nello stesso periodo ero in cura presso la clinica universitaria dove avevo studiato. La mia ginecologa confermò che il mio gruppo era Rh negativo e poiché soffrivo di ipertensione arteriosa la mia gravidanza era ad alto rischio. Lei mi consegnò una relazione dettagliata contenente le informazioni che avrebbero dovuto indurre il medico dell’ospedale pubblico a fornirmi le cure di secondo livello, assegnate alle gravidanze a rischio. Ma lui archiviò il documento e continuò a trattarmi come se io avessi una gravidanza normale, a basso rischio, e malgrado ci provai, non fui capace di fargli cambiare idea.
I problemi cominciarono quando andai in un ospedale pubblico per un check-up e si verificò un errore nella tipizzazione del mio sangue. Il mio gruppo è Rh negativo, ma dal test dell’ospedale risultò Rh positivo. Io feci presente che ci doveva essere un errore ma loro mi ignorarono.
Nello stesso periodo ero in cura presso la clinica universitaria dove avevo studiato. La mia ginecologa confermò che il mio gruppo era Rh negativo e poiché soffrivo di ipertensione arteriosa la mia gravidanza era ad alto rischio. Lei mi consegnò una relazione dettagliata contenente le informazioni che avrebbero dovuto indurre il medico dell’ospedale pubblico a fornirmi le cure di secondo livello, assegnate alle gravidanze a rischio. Ma lui archiviò il documento e continuò a trattarmi come se io avessi una gravidanza normale, a basso rischio, e malgrado ci provai, non fui capace di fargli cambiare idea.
sabato 8 ottobre 2011
sono una Mamma Prima
Mi chiamo Annarita e sono una Mamma Prima, prima del tempo, prima di ogni pensiero, prima di ogni immaginazione…
“La bambina è molto più piccola del previsto. Deve rimanere qui possibilmente da subito”. Il dottore in divisa verde guardava proprio me. Il suo sguardo era serio. La bambina è molto più piccola del previsto… la frase rimbalzava nella mia mente senza riuscire a trovare un pensiero dove fermarsi. Per un attimo rimasi senza fiato. Stava capitando proprio a me? Strinsi la mano di mio marito perché avevo bisogno di contatto. In un momento, tutto il mio mondo crollava.
Di colpo. Non lentamente, ma all’improvviso. Come se un grosso masso mi fosse caduto in testa mentre camminavo fischiettando allegramente guardando il cielo azzurro. Erano sette mesi che mi preparavo al parto naturale, che facevo la ginnastica delle mamme, che andavo a yoga per essere più consapevole al momento del parto… Insomma, nella mia mente ingenua ero convinta che avrei avuto un parto “normale”, senza troppi interventi medici. Volevo godermi la nascita della nostra prima bimba il più naturalmente possibile.
“La bambina è molto più piccola del previsto. Deve rimanere qui possibilmente da subito”. Il dottore in divisa verde guardava proprio me. Il suo sguardo era serio. La bambina è molto più piccola del previsto… la frase rimbalzava nella mia mente senza riuscire a trovare un pensiero dove fermarsi. Per un attimo rimasi senza fiato. Stava capitando proprio a me? Strinsi la mano di mio marito perché avevo bisogno di contatto. In un momento, tutto il mio mondo crollava.
Di colpo. Non lentamente, ma all’improvviso. Come se un grosso masso mi fosse caduto in testa mentre camminavo fischiettando allegramente guardando il cielo azzurro. Erano sette mesi che mi preparavo al parto naturale, che facevo la ginnastica delle mamme, che andavo a yoga per essere più consapevole al momento del parto… Insomma, nella mia mente ingenua ero convinta che avrei avuto un parto “normale”, senza troppi interventi medici. Volevo godermi la nascita della nostra prima bimba il più naturalmente possibile.
venerdì 30 settembre 2011
"Ciapte a la bara!"
Mia mamma andava in Francia a fare la nunù, la baila. Come aveva un figlio lo lasciava qui alle nonne. Da qui ne andavano tante in Francia a fare la nunù.
Ah, ne sapevo niente quando sono diventata fiütta. Sono corsa da mia mamma, e lei mi ha detto: "Eh, so chì l'é pa niente, faruma tüte parei. Vate pöi nen a bagné i pé" (1). E basta. Invece adesso... Una bambina alta così le hanno già detto tutto, tutto, tutto. E' scandaloso adesso.
Io avevo poi già vent'anni, 'ste donne compravano tutte in casa, e mia mamma mi dice: "Vieni con me, andiamo da Anin che è qui sotto, le hanno portato un bel fiet". Entriamo nella stalla, 'sta povera donna era coricata sulla paglia, accanto aveva il bambino con la testa lunga lunga, e c'era una vicina di casa che spingeva, che premeva la testa lunga del bambino con uno straccio. Io ho detto a mia mamma: "Ohmi, che testa lunga che ha". "E ben, l'hanno trovato sotto un mucchio di fascine, l'hanno dovuto tirare per la testa. Ma premendo con lo straccio piano piano viene normale". Io mi chiedevo: "Ma perché si coricano 'ste donne quando le portano un figlio?" Ma non osavo parlarne.
Ah, ne sapevo niente quando sono diventata fiütta. Sono corsa da mia mamma, e lei mi ha detto: "Eh, so chì l'é pa niente, faruma tüte parei. Vate pöi nen a bagné i pé" (1). E basta. Invece adesso... Una bambina alta così le hanno già detto tutto, tutto, tutto. E' scandaloso adesso.
Io avevo poi già vent'anni, 'ste donne compravano tutte in casa, e mia mamma mi dice: "Vieni con me, andiamo da Anin che è qui sotto, le hanno portato un bel fiet". Entriamo nella stalla, 'sta povera donna era coricata sulla paglia, accanto aveva il bambino con la testa lunga lunga, e c'era una vicina di casa che spingeva, che premeva la testa lunga del bambino con uno straccio. Io ho detto a mia mamma: "Ohmi, che testa lunga che ha". "E ben, l'hanno trovato sotto un mucchio di fascine, l'hanno dovuto tirare per la testa. Ma premendo con lo straccio piano piano viene normale". Io mi chiedevo: "Ma perché si coricano 'ste donne quando le portano un figlio?" Ma non osavo parlarne.
venerdì 23 settembre 2011
ho partorito con il... gesso
Tanto per presentarmi sappiate che ho partorito con una caviglia rotta.
Ora ne sono certa. Tutti i miei amici e conoscenti davanti a me si sono profusi in “poveriiiiina!!”, ma alle mie spalle si sono fatti quintali di grasse risate.
Nono mese di gravidanza. Una figlia di due anni in piena crisi regressiva. Il corso di ginnastica in acqua a cui arrivavo costantemente in ritardo. Quando la Bubi si è impuntata che non voleva scendere le scale da sola, non ci ho pensato sopra più di tanto. Mi sono caricata in braccio i suoi tredici chili. Che sommati alla borsa di nuoto facevano sedici. Che sommati alla mia panza facevano trenta.
Ora ne sono certa. Tutti i miei amici e conoscenti davanti a me si sono profusi in “poveriiiiina!!”, ma alle mie spalle si sono fatti quintali di grasse risate.
Nono mese di gravidanza. Una figlia di due anni in piena crisi regressiva. Il corso di ginnastica in acqua a cui arrivavo costantemente in ritardo. Quando la Bubi si è impuntata che non voleva scendere le scale da sola, non ci ho pensato sopra più di tanto. Mi sono caricata in braccio i suoi tredici chili. Che sommati alla borsa di nuoto facevano sedici. Che sommati alla mia panza facevano trenta.
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