venerdì 14 ottobre 2011

ho partorito in Messico

Rimasi incinta nel 1994.

I problemi cominciarono quando andai in un ospedale pubblico per un check-up e si verificò un errore nella tipizzazione del mio sangue. Il mio gruppo è Rh negativo, ma dal test dell’ospedale risultò Rh positivo. Io feci presente che ci doveva essere un errore ma loro mi ignorarono.

Nello stesso periodo ero in cura presso la clinica universitaria dove avevo studiato. La mia ginecologa confermò che il mio gruppo era Rh negativo e poiché soffrivo di ipertensione arteriosa la mia gravidanza era ad alto rischio. Lei mi consegnò una relazione dettagliata contenente le informazioni che avrebbero dovuto indurre il medico dell’ospedale pubblico a fornirmi le cure di secondo livello, assegnate alle gravidanze a rischio. Ma lui archiviò il documento e continuò a trattarmi come se io avessi una gravidanza normale, a basso rischio, e malgrado ci provai, non fui capace di fargli cambiare idea.

sabato 8 ottobre 2011

sono una Mamma Prima

Mi chiamo Annarita e sono una Mamma Prima, prima del tempo, prima di ogni pensiero, prima di ogni immaginazione…

“La bambina è molto più piccola del previsto. Deve rimanere qui possibilmente da subito”. Il dottore in divisa verde guardava proprio me. Il suo sguardo era serio. La bambina è molto più piccola del previsto… la frase rimbalzava nella mia mente senza riuscire a trovare un pensiero dove fermarsi. Per un attimo rimasi senza fiato. Stava capitando proprio a me? Strinsi la mano di mio marito perché avevo bisogno di contatto. In un momento, tutto il mio mondo crollava.

Di colpo. Non lentamente, ma all’improvviso. Come se un grosso masso mi fosse caduto in testa mentre camminavo fischiettando allegramente guardando il cielo azzurro. Erano sette mesi che mi preparavo al parto naturale, che facevo la ginnastica delle mamme, che andavo a yoga per essere più consapevole al momento del parto… Insomma, nella mia mente ingenua ero convinta che avrei avuto un parto “normale”, senza troppi interventi medici. Volevo godermi la nascita della nostra prima bimba il più naturalmente possibile.

venerdì 30 settembre 2011

"Ciapte a la bara!"

Mia mamma andava in Francia a fare la nunù, la baila. Come aveva un figlio lo lasciava qui alle nonne. Da qui ne andavano tante in Francia a fare la nunù.

Ah, ne sapevo niente quando sono diventata fiütta. Sono corsa da mia mamma, e lei mi ha detto: "Eh, so chì l'é pa niente, faruma tüte parei. Vate pöi nen a bagné i pé" (1). E basta. Invece adesso... Una bambina alta così le hanno già detto tutto, tutto, tutto. E' scandaloso adesso.

Io avevo poi già vent'anni, 'ste donne compravano tutte in casa, e mia mamma mi dice: "Vieni con me, andiamo da Anin che è qui sotto, le hanno portato un bel fiet". Entriamo nella stalla, 'sta povera donna era coricata sulla paglia, accanto aveva il bambino con la testa lunga lunga, e c'era una vicina di casa che spingeva, che premeva la testa lunga del bambino con uno straccio. Io ho detto a mia mamma: "Ohmi, che testa lunga che ha". "E ben, l'hanno trovato sotto un mucchio di fascine, l'hanno dovuto tirare per la testa. Ma premendo con lo straccio piano piano viene normale". Io mi chiedevo: "Ma perché si coricano 'ste donne quando le portano un figlio?" Ma non osavo parlarne.

venerdì 23 settembre 2011

ho partorito con il... gesso

Tanto per presentarmi sappiate che ho partorito con una caviglia rotta.

Ora ne sono certa. Tutti i miei amici e conoscenti davanti a me si sono profusi in “poveriiiiina!!”, ma alle mie spalle si sono fatti quintali di grasse risate.

Nono mese di gravidanza. Una figlia di due anni in piena crisi regressiva. Il corso di ginnastica in acqua a cui arrivavo costantemente in ritardo. Quando la Bubi si è impuntata che non voleva scendere le scale da sola, non ci ho pensato sopra più di tanto. Mi sono caricata in braccio i suoi tredici chili. Che sommati alla borsa di nuoto facevano sedici. Che sommati alla mia panza facevano trenta.

venerdì 16 settembre 2011

la tua mamma adesso è qui con te

E' arrivato il momento di scrivere del mio parto.
E' arrivato il momento perchè mi sento pronta a ri-affrontare quelle emozioni così forti.

Perché sento la necessità di mettere, nero su bianco, il ricordo di quello che, per molte, è gioia e felicità e per me è stato un trauma. Perchè penso che la scrittura sia catartica, aiuti a lasciar uscire le emozioni più dolorose, permetta di sentirmi più leggera e di osservare, dall'esterno quello che mi è successo con una consapevolezza nuova, meno coinvolta. Perché, dopo innumerevoli bozze cancellate, è giusto lasciare un ricordo prima che le sfumature diventino meno chiare e confuse. Perché voglio ricordare bene cosa non voglio mai più subire nella mia vita.

Perchè da allora tutto è cambiato, e non solo "in bene".

Voglio fare una premessa che per me è importante. Ho frequentato, ligia al dovere, il corso preparto, ho letto innumerevoli libri sul parto naturale, sull'allattamento, mi sono iscritta alla leche League, ho letto il meraviglioso libro di Verena Schmid "Venire al mondo, dare alla luce".

venerdì 9 settembre 2011

una foglia d'insalata

Il mio parto. Dopo mesi trascorsi a leggere, studiare, scrivere e commentare tra libri, internet e perfino ricerche universitarie, sempre e solo sul tema del parto (e non sulla puericultura, per esempio... su quando la bambina sarebbe arrivata, sul dopo-parto!), il giorno naturalmente è arrivato anche per me. La biologia non si interessa molto di cosa hai letto.

Il mio parto - temuto, immaginato, filosofeggiato, preparato, organizzato e scongiurato - è infine arrivato ed è successo, come per tutte. E poi è passato via. Due piccoli giorni schiacciati come insalata in un panino, tra i favolosi
nove mesi di una gravidanza senza ombre, e l'infinità della Vita che è cominciata dopo, promessa quotidiana di futuro e però anche tempo intenso e impegnativo, totalizzante nella relazione tra me e mia figlia, e nella relazione tra questa relazione e il resto del mondo, della vita, che continuano a essere, ma contano semplicemente un po' meno. Relazione mamma-figlia = misura di tutte le cose. Ed è bello, sempre bello avere un punto di riferimento, un centro: bisogna ammettere che rende più bello tutto il resto.

Ma sto divagando.

venerdì 2 settembre 2011

una gratitudine immensa

Sento il bisgno di raccontare la nascita di emanuele nel vostro blog perchè
dopo aver letto il racconto di Ilaria mi sono rasserenata , le ansie si sono
diradate e sento nel profondo di dovere anche a lei un pezzettino di serenità.
Grazie anche a Maia che ha aperto qusto blog, permettendo uno scambio così
intenso e prezioso di racconti tra donne.

Emanuele era atteso per il 20 di agosto. Per fortuna il caldo era
sopportabile, un po' meno le continue telefonate di amici e parenti che
chiedevano se c'erano "novità".

Quando c'è già un altro bambino l'organizzazione è più complessa, devi ogni
giorno pensare a chi lasciarlo e per noi, avendo scelto di far nascere Emanuele
in casa, questo era un elemento di ulteriore complicazione.

venerdì 26 agosto 2011

non vedo l'ora di fare un altro figlio

Mi chiamo Valentina e sono mamma da 3 mesi e mezzo di una bellissima principessina...la mia Giada....desiderata da morire e arrivata subito...solo ke....tra le mie tantissime gioie c'erano anke tantissime paure....soprattutto quella del parto....avendo avuto sempre cicli dolorosissimi pensavo di nn farcela...di morire....d nn reggere tutto quel dolore di cui sentivo sempre parlare....e dulcis in fundo... mi sono iniziata a documentare con racconti...video...dottori e chi piu' ne ha piu' ne metta...conclusione....ero ancora piu' spaventata di prima e mi stavo rovinando la gravidanza....allora mi sono detta BASTA! QUANDO SARA' IL MOMENTO CI PENSERO'! tanto....o ho paura o non ne ho....dovro' partorire lo stesso quindi tanto vale stare serena x me e x la mia bambina....e cosi' la gravidanza andava avanti e la voglia di conoscere la mia pulce era sempre piu' forte....soprattutto quando arrivata al nono mese nn ne potevo piu'....tra mal di schiena, acidità, impedimenti nei movimenti, incontinenza ecc ecc....mi sono stupita da sola quando un giorno ho detto a mio marito "BASTA! VOGLIO PARTORIRE! ! ma sono scema?... no... nn ce la facevo proprio piu'....

mercoledì 17 agosto 2011

è la prima volta che lo racconto

...succede a volte che tornano fuori potenti e non si può fare nient'altro che stare lì a subire. Mi han fatto ripensare al mio parto. A quanto lo abbia subito, anziché esserne parte attiva.

A quanto ero sicura sarebbe andato diversamente, a quanto invece abbia preso una piega inaspettata.

Che non ho potuto controllare.

Ne sono uscita sconfitta, con la netta sensazione che l'avrei potuto evitare se solo fossi stata più forte.

Mi ero documentata, sul parto naturale. Ero talmente convinta che non ho voluto neanche tentare di accaparrarmi l'epidurale gratuita. Non che non avessi una fifa blu. Ma le scelte sono scelte. Volevo un parto il meno medicalizzato possibile.